Su la Sella dei Generali (1211 m)

Camminando sul monte chiamato la Sella dei Generali, da dove è possibile ammirare parte della Val Nure e parte della Val Trebbia, uno spettacolo difficile da spiegare per la ridda di emozioni che scatena, mi è venuto in mente l’articolo di Michela Trevisan “Movimento… anche una questione ambientale”.

Questa nutrizionista nell’articolo scrive:

Senza nemmeno accorgerci ci siamo abituati a vivere in luoghi dove tutto è sempre più organizzato e costruito artificialmente… Così ci ritroviamo circondati da spazi organizzati come il parco giochi dove i bambini devono divertirsi su giochi “creati” dagli adulti, e dove gli adulti trovano sentieri ben marcati per passeggiare all’interno del parco cittadino. Questi spazi hanno il sapore di musei e riserve “naturali” (come quelle degli indiani d’America), quasi dei simulacri del quotidiano perduto, dove in uno spazio ristretto si ricreano, come atto compensatorio, quel che era parte integrante della vita. In questo modo e in questo mondo viviamo come se avessimo due mezzi cervelli…uno più importante per fare le cose serie e uno, ritenuto troppo spesso non indispensabile, per divertirci… ma sono invece tutti e due indispensabili allo stesso modo!

Ecco, qui, su la Sella dei Generali, ma anche in altri angoli dell’Appennino, possiamo ritrovare le dimensioni spaziali della natura e di ciò che ci circonda, riscopriamo l’ambiente, l’essere circondati dal cielo e dall’aria pura, possiamo assaporare la forza del respiro e la nostra mente ha modo di svuotarsi dell’inutile per riscoprire l’essenziale, essenziale che comprende anche l’attenzione su di noi, sul nostro corpo, sulla nostra mente, ritroviamo l’interezza del nostro cervello, non più diviso ma tutto indispensabile. Scrive sempre la Trevisan:

Abbiamo bisogno di ricreare un movimento, un moto interiore in noi stessi e nelle persone, per innescare un processo di cambiamento che porti a percepire l’importanza e a voler salvaguardare questi aspetti fondamentali del vivere. In questo periodo storico per fortuna mi sembra di vedere molti giovani, una generazione che è approssimativa per tutte le discipline che sanno di scolastico, ma che si approccia al territorio, alla terra, alla musica e alla danza con attenzione verso l’estetica, la bellezza e dell’utilità dell’ambiente, dell’incontrarsi, della musica e del movimento con la consapevolezza di esprimersi, e nasce così la speranza che tutto questo ritorni a far parte della vita.

In Val Nure, dove incontrare qualcuno vuol dire fermarsi a chiacchierare con persone, dove il territorio è a misura d’uomo, dove si trovano strade destinate al camminare come ai tempi degli abati, dove l’andare a piedi significa riscoprire la bellezza della natura e del vivere quotidiano, dove gli sguardi possono osservare piccoli e grandi spazi come su la Sella del Generale… In Val Nure, dicevo, vale la pena di venire e di scoprire la dimensione umana.

per leggere l’articolo di Michela Trevisan:  http://www.nutrizionistiperlambiente.org/2014/02/movimento-anche-una-questione-ambientale/