La nostra storia

Non vi spaventate, non abbiamo intenzione di raccontarvi la saga di famiglia, ma ci sembra corretto mettervi al corrente di come mai siamo capitati in questo posto, come lo stiamo ristrutturando, quali sono i nostri progetti. Il tutto il più stringato possibile… garantito!

Una piccola fattoria di montagna…

Quando io e Mario abbiamo deciso di comperare questo posto, la fattoria non c’era più, rimanevano una minuta stalla abbandonata, un fienile cadente, una casa (be’, non qualifico!) e un orto pieno di rovi. Ma a me l’immaginazione non manca e nella mia mente disegnavo un posto di ritrovo per noi e altre persone come noi.

Cosa possiamo raccontare di noi?
Io ho vissuto una vita lavorativa a Milano, in diverse redazioni, a contribuire alla produzione di riviste femminili, inserti sulla salute e giornali per i bambini. Un bel modo di lavorare e mi sono sempre ritenuta fortunata per questo. Mario da trent’anni gira l’Italia per trasportare merci con i suoi camion inquinanti, augurandosi che il trasporto e la logistica possa cambiare. Tutte e due amiamo animali e natura, tanto è vero che nella nostra famiglia, oltre alle nostre quattro gambe ci sono in media ventiquattro zampe equamente suddivise fra cani e gatti.
Perché sugli Appennini?
Cercavamo un posto tranquillo dove abitare, un posto che ti permetta di vedere il sole quando sorge e di osservare la luna e le stelle quando il cielo è sereno. Un posto dove si può ancora stare all’aria aperta, bere un caffè seduti accanto ai fiori, un posto che ti dia la possibilità di vivere dignitosamente, senza troppe pretese. Questo posto lo0 abbiamo trovato sugli Appennini al confine con la Liguria, in una fattoria semi abbandonata.
Quale il da farsi?
Di tutto e di più! Il posto andava reso abitabile, prima di tutto. Il bello e il caratteristico di questa montagna sono le case in sasso e, così, in sasso, abbiamo voluto mantenere le strutture esistenti.
Come si fa a rendere “moderno” il sasso?
Niente di più difficile. Ci vuole un maestro dei sassi che conosca le tecniche di costruzione moderne. Noi abbiamo trovato un maestro dei sassi con una spiccata dote creativa e con moltissime altre qualità: un giorno scriveremo un libro su di lui, è una persona straordinaria. Ora vi diciamo soltanto che si chiama Gianni e che è diventato un vero amico, uno di quelli preziosi che si contano sulla punta delle dita. Abbiamo avuto una gran fortuna a incontrarlo.
Come abbiamo trasformato la vecchia fattoria abbandonata?
Be’, ve lo racconterò a pezzetti, perché è stata un’avventura quotidiana. Vi posso dire che vedere qualcosa nascere (sì, anche una casa, una stanza nascono…) è bellissimo, si provano emozioni indescrivibili, anche se è molto faticoso e richiede sacrifici sotto molti punti di vista.

Accontentatevi di osservare le foto e di studiare il cambiamento: poi ne parliamo

Più di qualunque racconto parlano le immagini, anche perché le immagini ognuno le interpreta come vuole. Abbiamo comperato nel 2007 e cominciato nello stesso anno la ristrutturazione, passo dopo passo. Ancora dobbiamo lavorare e fare molte cose, la trasformazione e l’adattamento è diventato un lavoro quotidiano.

“I buoni pensieri e le buone azioni – come diceva il maestro Vivekananda – sono pronti a difenderci sempre e ovunque con il potere di mille legioni di angeli.”

Forti di questa convinzione e con tanti progetti che frullano in testa, io e Mario continuiamo a lavorare con la speranza di poter essere utili anche agli altri.

Progetti da realizzare: la fattoria didattica, la coltivazione di erbe aromatiche, l'orto dei semplici.

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